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Archive for the ‘MEDICINA’ Category

VACCINI KILLER

Posted by mrdrago88 su 22 dicembre 2009

Robert F. Kennedy Jr. indaga sullo scandalo dell’insabbiamento per opera del governo della connessione tra mercurio ed autismo.

Nel giugno del 2000, un gruppo, formato da scienziati governativi e di responsabili per la sanità pubblica, si incontrò nell’isolato centro congressi Simpsonwood di Norcross, in Georgia. Voluta dal Center for Disease Control and Prevention (C.D.C.), la riunione si svolse presso questo eremo metodista nascosto tra i boschi in prossimità del fiume Chattahoochee, al fine di assicurare la completa segretezza. Il C.D.C. non aveva emanato nessun annuncio pubblico della riunione -solo inviti privati per i 52 presenti. C’erano gli alti funzionari del C.D.C. e della Food and Drug Administration (Ministero della “salute” statunitense), i più importanti specialisti in vaccini dell’Organizzazione Mondiale della “Sanità” da Ginevra ed i rappresentanti delle maggiori compagnie per la produzione di vaccini, incluse la GlaxoSmithKline, Merk, Wyeth ed Aventis Pasteur. Tutti i dati scientifici in discussione, come ricordato ripetutamente ai partecipanti dai funzionari del C.D.C., erano strettamente confidenziali. Non ci sarebbero state fotocopie o documenti, nessuna prova cartacea da portarsi via alla fine della riunione. I dirigenti federali ed i rappresentanti delle industrie si erano riuniti per discutere di un nuovo allarmante studio che sollevava preoccupazione circa la sicurezza dei comuni vaccini infantili somministrati a neonati e bambini. Secondo un epidemiologo del C.D.C., Tom Verstraeten, che aveva analizzato gli enormi archivi dell’agenzia contenenti le registrazioni mediche di 100.000 bambini, un conservante a base di mercurio (thimerosal) sembrava essere il responsabile del drammatico incremento nei casi di autismo e la base di altri disordini neurologici infantili. “Ero veramente sbalordito per ciò che vidi”, affermò Verstraeten a tutti i convenuti a Simpsonwood, citando lo strabiliante numero di studi recenti che indicavano un collegamento tra il thimerosal e ritardo verbale, disordine da deficit di attenzione, iperattività ed autismo. Fin dal 1991, quando il C.D.C. e la F.D.A. avevano raccomandato tre vaccini aggiuntivi legandoli alla prevenzione da fornire a livello infantile (in un caso a poche ore dalla nascita), il numero stimato di casi di autismo era cresciuto di 15 volte, da 1 su 2500 a 1 su 166 bambini. Per gli scienziati e per i medici, abituati ad affrontare questioni di vita o di morte, l’evidenza era spaventosa. “Si può fantasticare su tutto questo quanto vogliamo”, dichiarò al gruppo il dottor Bill Weil, uno specialista dell’Associazione Pediatrica Americana. L’esito “è statisticamente rilevante”. Il dottor Richard Johnston, un immunologo e pediatra dell’Università del Colorado, il cui nipote era nato la mattina del primo giorno del meeting, era ancor più preoccupato. Egli disse: “Quello che penso? Perdonate questo mio commento personale. Non voglio che a mio nipote vengano inoculati vaccini che contengano thimerosal, finchè non sapremo di più su ciò che sta accadendo”. Invece di compiere i passi necessari per informare il pubblico e sbarazzarsi dei vaccini contenenti thimerosal, i dirigenti e l’esecutivo riuniti a Simpsonwood, spesero la quasi totalità dei successivi due giorni a discutere su come coprire quei dati pericolosi. Secondo la trascrizione ottenuta grazie al Freedom of Information Act (Legge sulla libertà di Informazione), molti all’incontro erano preoccupati per quanto quelle rivelazioni sul thimerosal, avrebbero danneggiato i profitti delle compagnie farmaceutiche. “Siamo in una brutta posizione dal punto di vista difensivo nell’eventualità di una causa legale”, asserì il dottor Robert Brent, pediatra all’ospedale infantile Alfred I. duPont nel Delaware. “Questa sarà una risorsa per i nostri occupatissimi avvocati dell’accusa di questo stato”. Il dottor Bob Chen, capo della sicurezza dei vaccini della C.D.C., fu sollevato dal fatto che “data la sensibilità della notizia, saremo in grado di tenere tutto questo fuori dalla portata di – diciamo così – mani meno responsabili”. Il dottor John Clements, direttore per i vaccini all’Organizzazione Mondiale della Sanità, dichiarò: “questo studio non avrebbe mai dovuto essere eseguito”. Aggiunse: “i risultati della ricerca debbono essere modificati”, avvertendo che lo studio “sarà valutato da altri e verrà usato in altri modi fuori dal controllo di questo gruppo”. Infatti il governo dimostrò di essere più bravo nel manipolare il problema che nel proteggere la salute dei bambini. Il C.D.C. pagò l’Istituto di Medicina per condurre un nuovo studio per nascondere il rischio collegato al thimerosal, ordinando ai ricercatori di “escludere” il collegamento tra chimica ed autismo. Vennero secretate le scoperte di Verstraeten, ne venne stroncata l’immediata pubblicazione e fu riferito agli altri scienziati che i dati originali erano andati “perduti” e non c’era alcun modo per ricrearli. Per ostacolare la Freedom of Information Act, passò il proprio gigantesco database sui registri di vaccinazione ad una azienda privata, dichiarandola off-limits ai ricercatori. Nel contempo, Verstraeten pubblicò il suo studio definitivo nel 2003, andò a lavorare per la GlaxoSmithKline e rielaborò i dati per “affossare” il collegamento tra thimerosal ed autismo. I produttori di vaccini cominciarono ad eliminare il thimerosal dalle iniezioni da inoculare ai neonati americani, ma hanno continuato a vendere le loro forniture di vaccini a base di mercurio fino all’anno scorso. Il C.D.C. e la F.D.A. hanno dato loro una mano, acquistando i vaccini contaminati per esportarli nei paesi in via di sviluppo e permettendo alle compagnie farmaceutiche l’uso del conservante in alcuni vaccini americani, incluse svariate punture liquide ad uso pediatrico come pure nel richiamo antitetanico inoculato di routine ad undici anni. Le compagnie farmaceutiche stanno ricevendo un aiuto anche dai potenti legislatori di Washington. Il leader della maggioranza al senato, Bill Frist, che ha ricevuto 873.000 dollari sotto forma di contributo dalle industrie farmaceutiche, ha lavorato per “immunizzare” i realizzatori di vaccini dalla responsabilità oggettiva in 4.200 processi che erano stati intentati dai parenti di bambini danneggiati. In cinque occasioni diverse, Frist aveva cercato di sigillare tutti i documenti governativi collegati ai vaccini (inclusa la trascrizione dell’incontro di Simpsonwood) e di proteggere Eli Lilly, lo sviluppatore del thimerosal, dal mandato di comparizione. Nel 2002, il giorno dopo che Frist aveva tranquillamente infilato un codicillo conosciuto come “Legge per la protezione di Eli Lilly” all’interno di un progetto di legge per la sicurezza nazionale, la società contribuì con 10.000 dollari alla sua campagna elettorale ed acquistò 5.000 copie del suo libro sul bioterrorismo. La misura fu abrogata dal Congresso nel 2003, ma già quest’anno, Frist inserì un’altra provvigione all’interno di una legge antiterrorismo allo scopo di negare qualsiasi indennità ai bambini che soffrono di disordini mentali connessi con le vaccinazioni. “I disegni di legge sono della massima importanza al fine di evitare il fallimento dei produttori di vaccini: ciò limiterebbe quindi la nostra capacità di difesa nel caso di attacco biologico per mano di terroristi”, dichiara Dean Rose, consigliere per le politiche sulla salute di Frist. Analogamente, molti conservatori si sono scontrati con lo sforzo del governo di nascondere i pericoli del thimerosal. Dan Burton, un rappresentante repubblicano dell’Indiana, sovrintese una ricerca lunga tre anni sul thimerosal dopo che, a suo nipote, era stato diagnosticato l’autismo. “Il thimerosal, usato come conservante nei vaccini, è direttamente responsabile dell’epidemia autistica“, fu la conclusione del rapporto finale del Comitato Governativo per le Riforme. “Questa epidemia con ogni probabilità poteva essere impedita o almeno ridotta se la F.D.A. non si fosse “addormentata” in riferimento alla mancanza di dati certi sul thimerosal iniettato, una riconosciuta neurotossina”. La F.D.A. ed altre agenzie per la “salute pubblica” sbagliarono ad agire – aggiunse il comitato – con una “disonestà istituzionale a scopo di autodifesa” e “un mal riposto protezionismo verso le industrie farmaceutiche”. La storia di come le agenzie governative per la salute fossero colluse con la “Big Pharma” per nascondere il rischio del thimerosal all’opinione pubblica, è un’agghiacciante studio analitico sull’arroganza, sul potere e sulla cupidigia delle istituzioni. Sono stato trascinato in questa polemica con riluttanza. Come procuratore e ambientalista che ha passato anni lavorando su questioni di tossicità da mercurio, ho incontrato spesso madri di bambini autistici che erano assolutamente convinte che i loro bambini fossero stati danneggiati dalle vaccinazioni. Dentro di me, ero scettico. Dubitavo che l’autismo potesse essere causato da un’unica causa e non capivo la necessità del governo di tranqulizzare i genitori sulla sicurezza delle vaccinazioni: lo sradicamento di alcune malattie mortali dell’infanzia dipendeva da questo. Ero tendenzialmente d’accordo con gli scettici come Henry Waxam, deputato democratico della California, che criticava i suoi colleghi dell’House Government Reform Committee per la capacità di saltare alle conclusioni su autismo e vaccinazioni. “Perché dovremmo impaurire la popolazione circa le vaccinazioni” faceva notare Waxman agli interlocutori “quando conosciamo i fatti?” Fu soltanto dopo aver letto le trascrizioni sull’incontro di Simpsonwood, studiando le più importanti rierche scientifiche e consultando molti dei più eminenti specialisti, che cominciai a convincermi che il collegamento tra thimerosal e l’epidemia nei disordini neurologici dell’infanzia era realtà. Cinque dei miei figli appartengono alla “Generazione Thimerosal” (i nati tra il 1989 e il 2003) che ha ricevuto pesanti dosi di mercurio dai vaccini. “Le classi elementari hanno un numero di bambini sopra la media con sintomi neurologici o con problemi del sistema immunitario” disse nel 1999 Patti White, un’assistente scolastica, alla H.G.R.C. “Si suppone che i vaccini ci facciano stare meglio, ma in ogni caso, in venticinque anni di lavoro, non ho mai visto così tanti bambini ammalati e danneggiati. Qualcosa di molto, molto sbagliato sta accadendo ai nostri bambini”. Più di 50.000 bambini soffrono oggi di autismo ed i pediatri stimano oltre 40.000 nuovi casi all’anno. La malattia era conosciuta già nel 1943, quando fu identificata e diagnosticata su undici bambini nati nei mesi successivi all’introduzione del thimerosal nei vaccini infantili nel 1931. Alcuni scettici contestano il fatto che l’incremento dell’autismo sia causato da un avvelenamento da thimerosal dei vaccini. Essi affermano che questo incremento è dovuto ad un miglioramento delle diagnosi – una teoria alquanto opinabile, considerando che la maggior parte dei nuovi casi di autismo è concentrata in un’unica generazione di bambini. “Se l’epidemia è veramente il risultato di diagnosi inefficaci” sconfessa il dottor Boyd Haley, una delle autorità mondiali sulla tossicità da mercurio “allora dove sono tutti gli autistici di vent’anni d’età?”. Altri ricercatori fanno notare che gli Statunitensi sono esposti ad un grande carico di mercurio come mai prima d’ora (dalla contaminazione del pesce alle cure dentali) e suggeriscono come il thimerosal sia solo parte di un problema su più larga scala. E’ un argomento che certamente merita più attenzione di quanta ne abbia ricevuta, ma a cui sfugge il fatto che la concentrazione di mercurio nei vaccini rende irrilevante l’esposizione dei nostri bambini alle altre fonti. Quello che più colpisce è il periodo nel quale i responsabili delle ricerche hanno voluto ignorare (e coprire) le prove contro il thimerosal. Fin dall’inizio, i dati scientifici contro l’additivo al mercurio sono stati censurati. Il conservante, usato per arginare la crescita di funghi e batteri nei vaccini, conteneva etilmercurio, una potente neurotossina. La quantità degli studi eseguiti ha dimostrato che il mercurio tende ad accumularsi nel cervello dei primati e degli altri animali dopo l’inoculazione di vaccini e che lo sviluppo del cervello dei neonati è particolarmente a rischio. Nel 1977 uno studio russo trovò negli adulti esposti, una minor concentrazione di etilmercurio rispetto ai dati su bambini americani che anni dopo ancora soffrivano di danni cerebrali. La Russia bandì il thimerosal dai vaccini per bambini venti anni dopo e Danimarca, Austria, Giappone, Gran Bretagna ed i Paesi Scandinavi ne hanno già seguito l’esempio. “Non si può realizzare uno studio che dimostri che il thimerosal è sicuro”, afferma Haley, capo del dipartimento di Chimica dell’Università del Kentucky. “E’ incredibilmente tossico. Se si inietta thimerosal negli animali, il loro cervello si ammala. Se si applica su tessuti viventi, le cellule muoiono. Se lo inserisci in un contenitore di Petri, la cultura muore. Se si conoscono questi fatti, è sconvolgente che qualcuno voglia pensare di iniettarlo in un neonato senza causare danni”. Documenti interni rivelano che Eli Lilly, che per primo sviluppò il thimerosal, sapeva fin dall’inizio che il prodotto poteva causare danni (e anche la morte) sia in animali sia in esseri umani. Nel 1930, l’azienda testò il thimerosal, inoculandolo in ventidue pazienti con meningite allo stadio terminale, tutti morti a settimane dalle iniezioni – un fatto che Lilly non riportò nel suo studio, dichiarando sicuro il thimerosal. Nel 1935, i ricercatori di un’altra compagnia per la realizzazione di vaccini, la Pittman-Moore, avvertivano Lilly che le sue affermazioni circa la sicurezza del thimerosal “non collimavano con la nostra”. Metà dei cani a cui la Pittman aveva iniettato vaccini basati sul thimerosal si ammalarono, conducendo i ricercatori a dichiarare che il conservante “è insoddisfacente come siero messo a punto per l’uso sui cani”. Nei decenni che seguirono, le evidenze contro il thimerosal continuarono a crescere. Durante la seconda guerra mondiale, quando il Dipartimento della “Difesa” usava il conservante nei vaccini per i soldati, fu richiesto a Lilly di eliminare il suo “veleno”. Nel 1967, uno studio di microbiologia applicata dimostrò che il thimerosal uccideva i topi, se aggiunto ai vaccini iniettati. Quattro anni dopo, gli studi di Lilly lo portarono a comprendere che il thimerosal era “tossico per i tessuti cellulari” in concentrazioni anche inferiori a una parte su un milione, cioè 100 volte meno rispetto ad una concentrazione di un vaccino standard. Nonostante questo, le aziende continuarono a dichiarare il thimerosal come “atossico“, inserendolo anzi nei disinfettanti topici. Nel 1977, dieci bambini morirono all’ospedale di Toronto, quando un antisettico contenente thimerosal fu applicato sul loro cordone ombelicale. Nel 1982, la F.D.A. propose un bando su tutti i prodotti contenenti thimerosal e nel 1991 l’agenzia li considerò banditi dai vaccini per animali. Ma tragicamente quello stesso anno, il C.D.C. consigliò che ai bambini fosse somministrata una serie di vaccini con mercurio. I neonati sarebbero stati vaccinati per l’Epatite B entro 24 ore dalla nascita ed a due mesi per “haemophilus influenzae B” e difteria-tetano-pertosse. Le compagnie farmaceutiche sapevano che i vaccini aggiuntivi erano pericolosi. Lo stesso anno in cui il C.D.C. approvava il nuovo vaccino, il dottor Maurice Hilleman, uno dei padri del programma vaccinale della Merck, avvertiva le aziende che i bambini di sei mesi a cui venivano inoculati i vaccini, sarebbero stati soggetti ad una pericolosa esposizione al mercurio. Egli raccomandava di interrompere l’uso di thimerosal “specialmente se usato su bambini e neonati”, facendo notare che le industrie erano a conoscenza di alternative non tossiche. “La miglior strada da intraprendere” aggiunse ” è di modificare la distribuzione degli attuali vaccini senza aggiungere conservanti”. Sia per la Merck sia per le altre compagnie, comunque, l’ostacolo era costituito dai soldi. Il thimerosal permetteva alle industrie farmaceutiche di inglobare i vaccini in fiale che contenevano dosi multiple che richiedevano una protezione aggiuntiva, in quanto più facilmente contaminabili, data l’introduzione di più aghi. Le fiale più grandi costano la metà rispetto a quelle più piccole monodose, rendendo più economico alle agenzie internazionali la distribuzione. Affrontando queste “considerazioni sui costi”, la Merck ignorò gli avvertimenti di Hillman ed i responsabili governativi continuarono a spingere sempre più vaccini basati sul thimerosal per i bambini. Prima del 1989, i bambini americani in età prescolare ricevevano undici vaccinazioni (polio, difterite-tetano-pertosse e morbillo-parotite-rosolia). Un decennio dopo, grazie alle raccomandazioni federali, i bambini ricevevano un totale di 22 immunizzazioni fino all’ingresso alle elementari. Nel momento in cui cresceva il numero dei vaccini, il tasso di crescita dell’autismo infantile diventava esponenziale. Durante gli anni ‘90, a 40 milioni di bambini furono iniettati vaccini basati sul thimerosal, ricevendo livelli di mercurio mai raggiunti prima, in un periodo critico per lo sviluppo del cervello. Malgrado il ben documentato pericolo del thimerosal, sembrava che nessuno fosse preoccupato dall’aggiungere dosi cumulative di mercurio che i bambini ricevevano dai vaccini. “Perché la F.D.A. impiega così tanto tempo per fare il calcolo?” chiese in una e-mail nel 1999 Peter Patriarca, direttore dei prodotti virali per l’agenzia. “Perché il C.D.C. e gli organi consultivi non hanno eseguito questi calcoli, quando ampliarono rapidamente il piano di immunizzazione per l’infanzia?” Ma in quel momento il danno era stato provocato. A due mesi, quando il cervello del neonato è ancora in uno stato critico dello sviluppo, i neonati ricevono d’ufficio 3 inoculazioni che contengono un totale di 62,5 microgrammi di etilmercurio, un livello 99 volte più elevato rispetto al limite massimo fissato dalla E.P.A. per l’esposizione a metilmercurio, una ricosciuta neurotossina. Benché l’industria delle vaccinazioni insista che l’etilmercurio crea un piccolo danno, perché viene scomposto velocemente ed espulso dal corpo, svariati studi (incluso uno pubblicato in aprile dall’Istituto Nazionale per la Salute) sottolinea come l’etilmercurio sia in realtà più tossico per lo sviluppo del cervello, risiedendovi più a lungo rispetto al metilmercurio. I funzionari responsabili per l’immunizzazione dell’infanzia, insistono sul fatto che i vaccini addizionali sono necessari per proteggere i neonati dalle malattie e che il thimerosal è ancora necessario nelle nazioni in via di sviluppo che, come spesso dichiarano, non si possono permettere le fiale a dose singola che non richiedono un conservante. Il dottor Paul Offit, uno dei principali consulenti per i vaccini della C.D.C., mi confidò: “Penso che, se veramente abbiamo un’influenza pandemica (e certamente l’avremo nei prossimi vent’anni, perché lo diciamo sempre) non c’è modo nel quale noi possiamo immunizzare 280 milioni di persone con fiale a dose singola. Dovremmo usare fiale multidose”. Sebbene alcuni funzionari per la salute pubblica non fossero in mala fede, molti di loro invece che appartengono al comitato consultivo della C.D.C. che ha sostenuto i vaccini addizionali, hanno un legame stretto con le industrie. Il dottor Sam Katz, il presidente del comitato, è stato un consulente pagato per molti dei maggiori produttori di vaccini e fu esponente di un team che sviluppò il vaccino anti-morbillo, che brevettò nel 1963. Il dottor Neal Halsey, un altro membro del comitato, lavorò come ricercatore per le aziende di vaccini, ricevendo un onorario dai Laboratori Abbott per la sua ricerca sul vaccino per l’epatite B. Infatti, nel ristretto circolo degli scienziati che lavorano sui vaccini, tale conflitto di interessi è comune. Il Deputato Burton afferma che il C.D.C. “normalmente permette a scienziati con sfacciati conflitti d’interesse, di servire presso il comitato consultivo intellettuale che dà raccomandazioni sui nuovi vaccini, “sempre che essi abbiano interesse a produrne e le aziende per le quali si supponga siano fornitori ne abbiamo una sorveglianza imparziale”. H.G.R.C. scoprì che quattro degli otto consulenti della C.D.C. che approvarono le linee guida del vaccino per il rotavirus “avevano un legame finanziario con le compagnie farmaceutiche, che svilupparono varie versioni del vaccino”. Offit, che condivideva un brevetto su uno dei vaccini, mi confidò che “avrebbe fatto i soldi”, se il suo voto avesse portato ad un prodotto commerciabile. Ma ha negato la mia idea che uno scienziato finanziato direttamente partecipi alle omologazioni del C.D.C., possa essere influenzato nelle sue decisioni. “Questo non mi crea nessun conflitto”, insiste. “Sono semplicemente informato del procedimento e non ne sono distratto. Quando siedo attorno a quel tavolo, il mio unico intento è cercare di fare delle raccomandazioni per il massimo benessere dei bambini di questa nazione. E’ offensivo dire che medici ed il personale per la salute pubblica, siano stipendiate dall’industria e perciò prendono decisioni che essi sanno essere pericolose per i bambini. Questo non è il modo di lavorare”. Altri scienziati sui vaccini ed ispettori per la loro sicurezza mi hanno dato assicurazioni simili. Come Offit, essi si vedono come guardiani illuminati della salute dei bambini, orgogliosi della loro partnership con le compagnie farmaceutiche, immuni dalla seduzione del profitto personale, assediati da attivisti irrazionali, le cui campagne anti-vaccini mettono a repentaglio la salute dei bambini. Costoro sono spesso risentiti dall’essere messi in discussione. “La scienza” afferma Offit “è meglio che sia lasciata agli scienziati”. Ancora, alcuni funzionari del governo sono allarmati dall’evidente conflitto d’interessi. Nella sua e-mail del 1999 agli amministratori del C.D.C., Paul Patriarca della FDA critica aspramente i controllori federali per aver mancato di valutare adeguatamente il pericolo costituito dall’incremento dei vaccini infantili. “Non sono sicuro che ci sarà una facile via d’uscita dalla potenziale percezione che la F.D.A., il C.D.C. e gli organismi della politica vaccinale potrebbero avere, non avendo prestato finora attenzione verso l’argomento thimerosal” scrive Patriarca. La stretta vicinanza tra i funzionari normativi e le industrie farmaceutiche, aggiunge, “farà crescere anche la questione sulla diversità di organi consultivi circa la raccomandazione aggressiva verso l’uso di thimerosal nei vaccini per bambini”. Se la normativa federale e gli scienziati governativi sbagliarono, negli anni, a comprendere il rischio potenziale connesso al thimerosal, nessuno può parlare di ignoranza dopo l’incontro segreto di Simpsonwood. Invece di compiere ulteriori studi per testare il collegamento tra autismo ed altre forme di danno cerebrale, il C.D.C. collocò la “politica” al di sopra della scienza. L’ente consegnò il proprio database sulle vaccinazioni infantili, che era stato sviluppato per lo più a spese dei contribuenti, ad un’azienda privata, la America’s Health Insurance Plans, assicurandosi che non potesse usarlo per ricerche aggiuntive. In più, istruì l’Istituto di Medicina, un’organizzazione consultiva che è parte dell’Accademia Nazionale di Scienze, affinché compisse uno studio che demistificasse il collegamento tra thimerosal e disordini cerebrali. Il C.D.C. “voleva farci dichiarare che queste cose sono davvero sicure” disse alla dottoressa Marie McCormick, che presiedeva il Comitato di Controllo sulla Sicurezza delle Immunizzazione dello I.O.M., ad un collega ricercatore, quando si incontrarono la prima volta nel gennaio del 2001. “Noi non abbiamo mai affermato che l’autismo è un effetto collaterale proprio dell’esposizione al thimerosal”. Secondo una trascrizione dell’incontro, il capogruppo del comitato, Kathleen Stratton, affermò che lo I.O.M. concludeva che la prova era “inadeguata per accettare o rigettare una relazione causale” tra thimerosal ed autismo. Tale nesso, aggiunse, era il risultato che “Walt voleva”, con riferimento a Walter Orenstein, direttore del Programma Nazionale di Immunizzazione della C.D.C. Per quelli che hanno dedicato le loro vite alla promozione delle vaccinazioni, le rivelazioni sul thimerosal miniacciarono di mettere a repentaglio tutto ciò per cui avevano lavorato. “Qui abbiamo un drago alle spalle” ammise il dottor Michael Kaback, un altro membro del comitato, “Siamo come presi in trappola. L’unico modo per uscire dalla trappola, penso sia attaccare”. Persino in pubblico, i funzionari federali mettevano in chiaro che il loro scopo principale nello studio del thimerosal, fosse dissipare i dubbi sui vaccini. “Sono sufficienti quattro studi attualmente in corso per escludere il collegamento proposto tra autismo e thimerosal“, garantiva il dottor Gordon Douglas, l’allora direttore della pianificazione strategica per la ricerca sui vaccini all’Istituto Nazionale per la “Salute”, in una riunione all’Università di Princeton nel maggio del 2001. “Affinchè si annulli l’effetto dannoso delle ricerche che pretendono di collegare il vaccino antimorbillo con un rischio elevato di autismo, dobbiamo condurre e pubblicizzare studi aggiuntivi per rassicurare i genitori sulla loro sicurezza”. Douglas ha lavorato in passato come presidente per le vaccinazioni per la Merck, dove ignorava gli avvertimenti circa il rischio del thimerosal. Nel maggio dell’anno scorso, l’Istituto di Medicina ha emesso il suo rapporto finale. Le conclusioni: non esiste collegamento provato tra autismo e thimerosal nei vaccini. Piuttosto che esaminare la grande letteratura raccolta che descrive la tossicità del thimerosal, fa affidamento su quattro disastrosi ed imperfetti studi epidemiologici che analizzano gli stati europei, dove i bambini ricevono dosi molto inferiori di thimerosal rispetto ai bambini statunitensi. Viene citata anche una nuova versione dello studio di Verstraetten, pubblicato nel giornale “Pediatrics”, che è stato rielaborato per ridurre il collegamento tra thimerosal ed autismo. Lo studio include bambini troppo giovani per essere diagnosticati come autistici e si è orientato verso altri che mostravano segni di disturbi. L’I.O.M. dichiarò il caso chiuso e, con una posizione sorprendente per un gruppo scientifico, consigliò che non fossero più condotte ulteriori ricerche. Il rapporto poteva soddisfare il C.D.C., ma non convinse nessuno. Il deputato David Weldon, un medico repubblicano della Florida che lavorava per la H.G.R.C., attaccò l’Istituto di Medicina, affermando che avevano contato su una manciata di studi che erano “fatalmente imperfetti” per la “povertà di idee” e mancavano di rappresentare “tutte le ricerche scientifiche e mediche disponibili”. I funzionari del C.D.C. non erano interessati ad una onesta ricerca della verità, mi disse Weldon, perché “un’associazione tra vaccini ed autismo, li obbligherebbe ad ammettere che la loro politica ha irrimediabilmente danneggiato migliaia di bambini. Chi vorrebbe sentire questo sul proprio operato?” Sotto la pressione del Congresso e dei genitori, l’Istituto di Medicina convocò un altro comitato per discutere la perdurante preoccupazione sul programma chiamato Vaccine Safety Datalink Data Sharing. In febbraio, il nuovo comitato, composto da differenti scienziati, criticò il modo in cui la V.S.D. s’era avvalsa dello studio di Verstraetten ed esortò il C.D.C. a rendere disponibile per il pubblico il suo database sui vaccini. Finora, comunque, solo due scienziati sono riusciti ad ottenerne l’accesso. Il dottor Mark Geier, presidente del Centro Genetico d’America, e suo figlio David, passarono un anno a lottare per ottenere il registro medico dal C.D.C. Fin dall’agosto del 2002, quando i membri del Congresso premevano per avere i dati, i Geier avevano completato sei studi che dimostravano il forte legame tra thimerosal e danni neurologici nei bambini. Uno studio, che comparava la dose totale di mercurio ricevuta dai bambini nati tra il 1981 e il 1985, con quelli nati tra il 1990 e il 1996, dimostrava una “relazione molto significativa” tra autismo e vaccini. Un altro studio sulla performance scolastica, dimostrò che i bambini che ricevevano grosse dosi di thimerosal nei vaccini, avevano quasi tre volte la probabilità di avere una diagnosi di autismo e oltre tre volte la probabilità di soffrire di disordini del linguaggio e ritardo mentale. Un altro studio in via di pubblicazione, mostra come il tasso di autismo sia in calo dopo la recente eliminazione del thimerosal da molti vaccini. Nel momento in cui il governo federale lavorava per evitare che gli scienziati studiassero i vaccini, altri intervenivano nello studio del collegamento con l’autismo: in aprile, il giornalista Dan Olmsted dell’U.P.I. intraprese da solo uno degli studi più importanti e, cercando bambini che non fossero stati esposti al mercurio vaccinale (il tipo di popolazione che gli scienziati normalmente usano come “controllo” durante gli esperimenti). Olmsted incontrò gli Amish della contea di Lancaster in Pennsylvania, i quali rifiutavano di vaccinare i propri neonati. Partendo dal dato nazionale sull’autismo, Olmsted calcolò che avrebbero dovuto trovarsi 130 autistici fra loro. Ne trovò soltanto quattro: uno era stato esposto ad alti livelli di mercurio da una centrale elettrica, gli altri tre, incluso un bambino adottato proveniente dall’esterno della comunità, avevano ricevuto le vaccinazioni. Negli alti gradi dello stato, anche molti funzionari condussero una revisione in profondità sul thimerosal. Mentre l’Istituto di Medicina era occupato a nascondere i rischi, l’assemblea legislativa dell’Iowa passò accuratamente al setaccio tutti i dati scientifici e biologici disponibili. “Dopo tre anni di revisioni, cominciai a convincermi che c’era un numero sufficiente di ricerche affidabili che mostravano un legame tra mercurio e l’incremento dell’incidenza dell’autismo”, afferma il Senatore dello stato Ken Veenstra, un repubblicano che supervisionò la ricerca. “Il fatto che nell’Iowa si fosse verificato un incremento del 700% nei casi di autismo cominciato negli anni novanta, giusto dopo che molti vaccini furono aggiunti al piano vaccinale per bambini, è da sola una solida prova“. L’anno scorso, l’Iowa è diventato il primo stato a mettere al bando il mercurio nei vaccini, seguito poi dalla California. Analoghe azioni sono al vaglio in altri trentadue stati. Invece di rispondere per le rime, la F.D.A. continua a permettere alle aziende di includere il thimerosal in dozzine di medicinali da banco, come steroidi ed iniezioni di collagene. Analogamente allarmante è che il governo continua a trasferire vaccini conservati con thimerosal verso i paesi in via di sviluppo, alcuni dei quali stanno sperimentando adesso un’improvvisa esplosione dei casi di autismo. In Cina, dove la malattia era praticamente sconosciuta prima dell’introduzione del thimerosal per opera delle compagnie farmaceutiche americane nel 1999, gli ultimi rapporti indicano che ora ci sono 1.800.000 autistici. Nonostante il numero reale sia difficile da ottenere, i disordini autistici appaiono in crescita anche in India, Argentina, Nicaragua ed altri paesi in via di sviluppo che ora usano vaccini contenenti thimerosal. L’Organizzazione Mondiale della “Sanità” continua ad insistere che il thimerosal è sicuro, ma promette di tenere “sotto revisione” la possibilità che sia collegato a disordini neurologici. Ho dedicato tempo a questo problema, perché credo che questa crisi morale debba essere fermata. Se, come le prove suggeriscono, le nostre autorità per la salute pubblica hanno permesso deliberatamente che le industrie farmaceutiche avvelenassero un’intera generazione di bambini americani, le loro azioni sono la prova che dimostra uno dei più grandi scandali negli annali della medicina americana. “Il C.D.C. è colpevole di incompetenza e grosse negligenze” afferma Mark Balaxill, vicepresidente di Safe Minds, un’organizzazione no-profit che si occupa del ruolo del mercurio nei medicinali. “Il danno causato dall’esposizione ai vaccini è enorme. E’ maggiore dell’amianto, maggiore del tabacco, più grande di qualsiasi cosa abbiamo mai visto”. E’ difficile calcolare il danno per il nostro paese e per lo sforzo internazionale per sradicare le malattie epidemiche, se le nazioni del Terzo Mondo inizieranno a credere che il preludio all’iniziativa degli aiuti all’estero statunitensi, è avvelenare i loro bambini. Non è difficile predire come questo scenario sarà interpretato dai nemici degli Stati Uniti all’estero. Gli scienziati e i ricercatori, molti di loro sinceri se non addirittura idealisti, che stanno partecipando allo sforzo di nascondere i dati scientifici sul thimerosal, sostengono che stanno cercando di migliorare l’elevato scopo di proteggere i bambini nelle nazioni in via di sviluppo dalle malattie pandemiche. Hanno un’opinione assolutamente sbagliata. Il loro fallimento nell’eliminare il thimerosal ci porterà ad infestare la nostra nazione e le popolazioni più povere del mondo. Scritto da: odf Fonte: emergenzautismo.org link:http://straker-61.blogspot.com/2008/12/vaccini-letali-di-robert-kennedy-jr.html

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Principali cause di morte nel mondo occidentale

Posted by mrdrago88 su 22 dicembre 2009

 

A cura di Marcello Pamio, tratto dalla dispensa “Le malattie inventate“, di prossima pubblicazione

Principali cause di morte in America
Negli Stati Uniti d’America, la prima causa di morte sono le malattie cardiovascolari, la seconda i tumori e la terza sono gli errori dei medici (si prescrivono farmaci tossici, si sbagliano le diagnosi e le operazioni).
Secondo il prestigioso Journal of the American Medical Association (JAMA, nr. 284 del 26 luglio 2000), il giornale ufficiale del potentissimo sindacato dei medici americani: «gli interventi chirurgici non necessari, gli errori medici, gli effetti collaterali dei farmaci, ecc. causano lo stesso numero di morti delle cardiopatie e dei tumori. Più di 250.000 persone muoiono ogni anno per l’operato dei medici. Parliamo solo di morti, senza contare le menomazioni permanenti, le lesioni o le patologie più gravi che insorgono per effetto di farmaci o interventi di chirurgia. Il numero di persone che sviluppano disabilità, disturbi seri e cronici o malattie correlate a farmaci e interventi chirurgici potrebbe superare i 3 milioni all’anno»
[1]
Ecco le classifica delle prime tre cause di morte negli States, con i rispettivi dati:

1) Malattie cardiovascolari: 869.724[2] morti (anno 2004)
2) Tumori: 559.000
[3] morti (anno 2007)
3) Medici: 250.000
[4] morti (anno 2000)

Principali cause di morte in Italia
In Italia la situazione è pressoché uguale, se non peggiore, come vedremo.
Le malattie cardiovascolari uccidono nel nostro paese circa 242.000 persone, di cui 73.000 provocati solamente dall’infarto.
[5]
Sono 1.500.000 i malati già affetti da cardiopatia ischemica
[6] e oltre 1.150.000 i ricoveri annuali sempre per queste patologie.[7]
Il tumore, dati Istat, uccide ogni anno oltre 162.000 persone.
Secondo Assinform (editore di riviste specializzate nel settore del rischio nel campo sanitario), ogni anno muoiono a causa di errori dei medici circa 50.000 persone.
Oltre 130 persone al giorno muoiono per un qualche errore.
Quindi le prime tre cause di morte, anche da noi sono:

1) Malattie cardiovascolari: 242.000 morti (anno 2007)
2) Tumori: 162.000 morti (anno 2005)
3) Medici: 50.000 morti (anno 2004)

La popolazione americana è di circa 300 milioni di persone, mentre quella italiana raggiunge a mala pena i 60 milioni. Il che significa che l’America ha 6 volte il numero degli abitanti italiani.
Ma le prime tre cause di morte da noi non sono un sesto di quelle d’oltreoceano.

Mi spiego meglio.
Se su 300 milioni di abitanti, ogni anno in America ne muoiono 870.000 per malattie cardiovascolari, si dovrebbe ipotizzare che da noi, con un sesto della loro popolazione, i morti siano appunto un sesto (870.000 : 6 = 145.000). Invece non è così, perché da noi ogni anno ne muoiono oltre 240.000. Come mai questa differenza?
Lo stesso per i tumori. In America ogni anno 559.000 persone non ce la fanno a superare le terapie chimiche debilitanti (chemio e radio); da noi invece di essere sei volte di meno rispetto i loro dati (559.000 : 6 = 93.000), sono oltre 160.000.
Idem per la cause iatrogene. Nel nuovo continente, ogni anno gli errori dei medici provocano la morte di 250.000 persone; da noi invece di essere sei volte di meno (250.000 : 6 = 41.600) sono 50.000.

Per tanto prima di giudicare la sanità statunitense, sarebbe meglio guardarsi in casa propria. La nostra sanità, a parità di popolazione, è peggiore di quella americana e provoca più morti ogni anno.
Con questo non si vuole assolutamente attaccare e/o criticare la classe medica, ma sottolineare semplicemente che anche i medici, dall’alto della loro sapienza e conoscenza, possono sbagliare. E sbagliano!
Anche i medici sono esseri umani, e in quanto tali, sono perfettibili.
Ultima ma importante avvertenza: tutti i farmaci sono sostanze chimiche di sintesi – cioè fatte in laboratorio di derivazione petrolifera – tra le più pericolose in commercio.
Il loro uso inappropriato provocherà conseguenze inaspettate.
Un esempio per tutti gli antibiotici. Questi farmaci non servono a nulla contro i virus, eppure vengono prescritti da medici e assunti da pazienti per infezioni virali, per esempio.
Gli antibiotici lo dice il nome stesso (“anti-bios” = contro la vita), distruggono i microrganismi patogeni (batteri, microbi, ecc.) ma anche quelli sani e importanti alla vita, come la flora batterica intestinale. Una flora intestinale distrutta, non riuscirà a tenere sotto controllo la crescita di altri microrganismi pericolosi, permetterà per esempio alla Candida di proliferare indisturbata nell’intestino e successivamente in tutto il corpo.
Oggi la Candida rappresenta un grosso problema sanitario, poco considerato anche dai medici, la cui diffusione dipende da un organismo acidificato e pregno di farmaci.
Di tutti i farmaci è necessario leggere attentamente il foglietto illustrativo (il bugiardino) dall’inizio alla fine, per prendere coscienza degli effetti indesiderati, degli effetti secondari e collaterali. Leggerlo prima di prendere qualsiasi farmaco, e non dopo.


[1]Vogliono farvi ammalare”, Kevin Trudeau, ed. Momdadori
[2] American Heart Association, “Cardiovascular disease”, www.americanheart.org/presenter.jhtml?identifier=4478
[3] American Cancer Society, anno 2007, www.cancer.org
[4] JAMA, 26 luglio 2000
[5]Il Corriere della Sera”, 23 agosto 2008
[6] Tratto dal sito www.medinews.it
[7]Infarti, duecentomila morti all’anno”, Il Corriere della Sera del 25 aprile 2001

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Le Pandemie inventate come strategia di “Disease Mongering”?

Posted by mrdrago88 su 22 dicembre 2009

 

Marcello Pamio – 2 ottobre 2009

Pandemrix (suina), Prepandrix (aviaria) e Focetria (suina): questi i nomi dei nuovi vaccini pandemici, approvati in Europa.
La britannica GlaxoSmithKline e l’elvetica Novartis, ringraziano ovviamente l’Agenzia Europea del Farmaco, (E.M.E.A. “European Medicines Agency”) – lo strumento principe nelle mani delle lobbies farmaceutiche – per aver dato il via libera a questi nuovi “veleni”.
L’importante decisione è stata presa dal “Comitato per i prodotti medicinali a uso umano” (C.H.M.P. “Commitee for Medicinal Products for Human Use”).
Anche se la notizia è recentissima (25 settembre 2009)
[1] e interessa la salute di centinaia di milioni di persone, nessun media ha dato un meritato risalto.
Attenzione perché, non stiamo parlando della ridicola influenza porcina e/o stagionale, o della nuova-vecchia conoscenza: l’aviaria (leggi l’articolo “
La Teoria dell’origine virale delle malattie”).
Il problema serio infatti non sono le pandemie inventate (Antrace, Sars, Aviaria, Suina, ecc.) dall’establishment medico-scientifico, ma i loro “rimedi”: i farmaci-vaccini-veleni.
Non a caso la nostra è un’epoca contrassegnata dal “Disease Mongering”, (“mercificazione della malattia”, “creazione della malattia“), cioè da quella criminale operazione di Marketing spietato, finalizzata alla creazione vera e propria di malattie (vedi ipercolesterolemia, osteoporosi, malattie epidemiche, pandemie, ecc.) e alla medicalizzazione di aspetti normalissimi della vita (gravidanza, parto, menopausa, vecchiaia, ecc.) con il duplice obiettivo di spacciare e vendere farmaci da una parte e avere il controllo delle persone dall’altro.
Una persona ammalata (anche se oggettivamente è sana) NON è una persona libera.
Una persona non libera è facilmente manipolabile…

Come avviene questa “Medicalizzazione della società”?
Il 25 giugno 2005 lo stesso B.J.M. “British Medical Journal” (il giornale della casta dei camici bianchi britannici) lancia l’allarme della «eccessiva medicalizzazione e della continua riduzione dei valori di normalità della pressione arteriosa e del colesterolo».
Cosa significa questo allarme?
Significa che le lobbies del farmaco con il connubio delle istituzioni sanitarie internazionali continuano ad abbassare i valori di “normalità” (pressione arteriosa, colesterolo, trigliceridi, glicemia, densità ossea, ecc.) da una parte, e aumentare gli “Screening di massa” dall’altra, rendendo “malate” milioni di persone, oggettivamente sane! Queste persone “sane”, con la compiacenza/ignoranza dei medici, saranno “curate” con droghe e/o veleni, intossicandole e facendole diventare malate per davvero.

Tecnicamente avviene in 3 passaggi:

1) “PIANO QUANTITATIVO”: ABBASSANDO LE SOGLIE
Ecco qualche esempio:

Trigliceridi:
– Valore “normale” a giugno 2003: 200mg/dL (2,3 mmol/L)
– Nuovo valore “normale” (luglio 2003): 150 mg/dL (1,7 mmol/L)
Significa che a fine giugno 2003 coloro che avevano i trigliceridi da 150 mg/dL a 200 mg/dL erano sani, e dal primo luglio malati!

Colesterolo:
– Trattamento se LDL < 115 mg/dL (3 mmol/L) a giugno 2003
– Nuovo parametro se LDL < 100 mg/dL (2,6 mmol/L) a luglio 2003
Significa che a fine giugno 2003 coloro che avevano il colesterolo LDL da 100 mg/dL a 115 mg/dL erano sani, e dal primo luglio invece malati! 
Stiamo parlando di decine di milioni di persone!!!

Diabete:
– Valore “normale” se Glucosio < 140 mg/dL (fino al 2000)
– Nuovo parametro se Glucosio <  126 mg/dL (dopo il 2000)
Significa che nell’anno 2000, coloro che avevano il livello di Glucosio da 126 mg/dL a 140 mg/dL erano sani, mentre da capodanno malati!

Lo stesso dicasi per i valori della pressione arteriosa.

2) PIANO TEMPORALE”: DIAGNOSI PRECOCE
Con gli Screening di massa si invitano, mediante la paura e il terrorismo psicologico, persone oggettivamente sane a cercare qualche malattia che nessuno vorrebbe avere.
Un esempio per tutti: la mammografia che i medici all’unisono consigliano e spesso raccomandano di fare alle donne sopra una certa età, serve oppure no?
Ecco cosa dice la conclusione dello studio dell’ufficialissimo Cochrane Collaboration
[2] e pubblicato nel “Cochrane Systematic Review” nel 2006.
Per ogni 2000 donne partecipanti allo screening, 1 avrà, dopo 10 anni, la vita prolungata (1 decesso per tumore al seno evitato rispetto a 2000 donne che non hanno fatto la mammografia).  10 saranno trattate per un tumore al seno in modo non necessario (overtreatment).
Quindi: “0,5 decessi evitati ogni 1000 donne che fanno la mammografia per 10 anni, rispetto a 1000 donne che non si sottopongono allo screening mammografico
Senza contare i devastanti effetti psicologici dei “falsi positivi” per coloro che eseguono la mammografia: l’esame rivela qualcosa (nodulo, tumore, cancro, ecc.) che in realtà NON c’è. Su 1000 donne ben 242 avranno appunto una “sospetta diagnosi di cancro al seno non confermate dopo ulteriori esami”. (Barrat et al, British Medical Journal 2005). 
Quindi i “falsi positivi” si aggirano intorno al 24%. Quante di queste donne saranno operate inutilmente? Quante di queste donne, a causa dello “stress da diagnosi”, potrà innescare meccanismi psico-fisici (“effetto nocebo”) molto pericolosi, dando origine a patologie vere e proprie?

3) PIANO QUALITATIVO”: NUOVE MALATTIE
In questo caso gli esempi sono così numerosi che per problemi di spazio non è possibile elencarli: osteoporosi, sindrome premestruale, colon irritabile, ecc.
In questa sede c’interessano solo le pandemie, per cui leggiamo cosa effettivamente contengono questi vaccini.

Cosa contiene il “nuovo” vaccino Pandemrix per la suina?
Documenti ufficiali dell’E.M.E.A. (scaricabili in formato Pdf, vedi note) riportano integralmente la lista dei componenti di questo farmaco.

A seguito della miscelazione, 1 dose (0,5 ml) contiene:
– Virus influenzale frazionato, inattivato, contenente l’antigene (propagato in uova) equivalente a A/California/7/2009 (H1N1) ceppo di tipo v (X-179A). 3,75 microgrammi.
AS03 composto di Squalene  (10,69 milligrammi), adiuvante;
– DL-α-tocoferolo (11,86 milligrammi),
Polisorbato 80 (4,86 milligrammi).
Tiomersale (sale di mercurio!), eccipiente;

Quali sono gli effetti collaterali del Pandemrix?[3]

Come tutti i medicinali, Pandemrix può causare effetti indesiderati anche seri.
Infiammazione transitoria cerebrale e dei nervi che comporta dolore, debolezza e paralisi.
• Restringimento od ostruzione dei vasi sanguigni con problemi renali
• Reazioni allergiche che portano ad una pericolosa diminuzione della pressione sanguigna, che, se non trattata, può portare al collasso, coma e morte
• Convulsioni
• Dolore intenso lancinante o pulsante lungo uno o più nervi
• Bassa conta piastrinica che può dar luogo a sanguinamenti o a formazione di lividi
• Reazioni cutanee generalizzate compresa orticaria.
• Dolore, rossore, gonfiore o formazione di un nodulo duro al sito di iniezione.
• Gonfiore delle ghiandole del collo, delle ascelle o dell’inguine
Capogiri
• Diarrea, vomito, mal di stomaco, nausea

Cosa contiene il “nuovo” vaccino Prepandrix per l’aviaria?
Documenti ufficiali dell’E.M.E.A. (scaricabili in formato Pdf, vedi note
[4]) riportano integralmente la lista dei componenti di questo farmaco.

A seguito della miscelazione, 1 dose (0,5 ml) contiene:
– Virus influenzale frazionato, inattivato, contenente l’antigene (propagato in uova) equivalente a A/Indonesia/05/2005 (H5N1) ceppo equivalente (PR8-IBCDC-RG2) 3.75 microgrammi
AS03 composto di Squalene (10,69 milligrammi), adiuvante;
– DL-α-tocoferolo (11,86 milligrammi);
Polisorbato 80 (4,86 milligrammi).
– Contiene 5 microgrammi di Tiomersale (eccipiente a base di Mercurio).
– Altri composti chimici

Quali sono gli effetti collaterali del Prepandrix?[5]
Come tutti i medicinali, Pandendrix può causare effetti indesiderati anche seri.
Infiammazione transitoria cerebrale e dei nervi che comporta dolore, debolezza e paralisi.
• Restringimento od ostruzione dei vasi sanguigni con problemi renali
• Reazioni allergiche che portano ad una pericolosa diminuzione della pressione sanguigna, che, se non trattata, può portare al collasso, coma e morte.
• Convulsioni
• Dolore intenso lancinante o pulsante lungo uno o più nervi
• Bassa conta piastrinica che può dar luogo a sanguinamenti o a formazione di lividi
• Reazioni cutanee generalizzate compresa orticaria.
• Gonfiore delle ghiandole del collo, delle ascelle o dell’inguine
Capogiri
• Diarrea, vomito, mal di stomaco, nausea

Cosa possono provocare gli additivi contenuti nai vaccini?
I “nuovi” vaccini pandemici, accettati e commercializzati dall’EMEA, contengono veleni, come:

Tiomersale –> Questo conservante si idrolizza spontaneamente per via enzimatica a Etilmercurio, che ha un comportamento tossicologico simile a quello del Metilmercurio, per il quale sono noti da tempo e sono a disposizione numerosi dati sugli effetti neurotossici.[6]

Squalene –> Il nostro Sistema Immunitario riconosce lo Squalene come una molecola d’olio appartenente al corpo (infatti si trova in tutto il sistema nervoso e nel cervello e si può consumarlo con l’olio d’oliva). Quando però viene iniettato e non digerito, la via d’ingresso è anormale, e incita il Sistema Immunitario ad attaccare tutto lo Squalene nel corpo, non solo quello contenuto nell’adiuvante. Il sistema immunitario, quindi, tenterà di distruggere la molecola ovunque la trovi, inclusi i luoghi dove è vitale per la salute del sistema nervoso[7]. I veterani della Guerra del Golfo che hanno contratto la sindrome che porta questo nome ricevettero vaccini all’antrace che contenevano Squalene[8]. L’MF59 (l’adiuvante allo Squalene della Novartis, ora usato nel vaccino contro la febbre suina) fu un ingrediente NON approvato nei vaccini sperimentali all’antrace e da allora è stato collegato alle malattie devastanti e autoimmuni di cui soffrono molti veterani del Golfo.[9]

Polisorbato 80 –> Questo ingrediente (inserito pure nel vaccino contro il cancro al collo dell’utero “Gardasil”) è noto per provocare seri effetti collaterali come: infertilità, convulsioni epilettiche, aborti spontanei e shock anafilattici anche mortali.

Avrete capito che il vero problema non sono le pandemie, create ad arte dall’establishment e propagandate da medici e media, ma i farmaci e vaccini stessi.
Tali veleni sono estremamente pericolosi per la salute umana perché aumentano la Tossiemia dell’organismo, già di per sé pieno di tossine, e scatenano reazioni allergiche molto forti che vanno ad indebolire il già indebolito sistema immunitario oltre a disperdere l’importantissima energia vitale.
Quindi questi veleni sistemici – per coloro che non lo avessero ancora compreso – servono per farci intossicare più rapidamente, predisponendoci alle malattie future.
Malattie che limitano la nostra capacità pensante (pensare fino in fondo), e che quindi impediscono di essere e divenire “uomini liberi”, responsabili della nostra Vita.
Il tutto per la gioia dei Controllori…


[1] EMEA, Press Release, London 25 settembre 2009 http://www.emea.europa.eu/pdfs/human/press/pr/60627409en.pdf
[2] La Cochrane Collaboration è una iniziativa internazionale no-profit nata con lo scopo di raccogliere, valutare criticamente e diffondere

le informazioni relative alla efficacia degli interventi sanitari. Attualmente oltre 14.925 operatori sanitari, ricercatori e rappresentati di associazioni di pazienti sono impegnati in oltre 97 paesi del mondo in questa attività. http://www.cochrane.it/it/collaboration.html
[3] “Riassunto delle caratteristiche del prodotto, Par. 4 – “Possibili effetti collaterali” http://www.emea.europa.eu/humandocs/PDFs/EPAR/pandemrix/emea-combined-h832it.pdf
[4] “Riassunto delle caratteristiche del prodotto Prepandrix” http://www.emea.europa.eu/humandocs/PDFs/EPAR/prepandrix/emea-combined-h822it.pdf
[5] “Riassunto delle caratteristiche del prodotto, Par. 4 – “Possibili effetti collaterali” http://www.emea.europa.eu/humandocs/PDFs/EPAR/pandemrix/emea-combined-h832it.pdf
[6] “Uso dei vaccini per l’infanzia che contengono Tiomersale” http://www.levaccinazioni.it/Professionisti/FilesUploaded/2001~4~18~12~18~9~1940/96.asp#struttura
[7] Vaccination Liberation, Adjuvant Index Page http://www.vaclib.org/basic/adjuvants.htm
[8] Autoimmune Technologies, News Release: SQUALENE FOUND IN ANTHRAX VACCINE, http://www.autoimmune.com/SqualeneInVaccine.html
[9] http://www.autoimmune.com/GWSGen.html

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Professor Garattini: basta disinformazione!

Posted by mrdrago88 su 22 dicembre 2009

 

Società  Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata-SIOMI 10 ottobre 2009

Comunicato Stampa

All’Istituto di ricerche farmacologiche  Mario Negri
CC: Società Italiana di Farmacologia
CC: principali organi di informazione italiani

L’antefatto:
La magistratura di Bologna ha attribuito la morte avvenuta tre anni fa di un bambino di 6 anni affetto  da fibrosi cistica ad errori terapeutici. Nella vicenda apprendiamo essere coinvolto un medico esperto in medicina Ayurvedica.

Il Prof. Garattini commentando il triste fatto  sui giornali e alle televisioni non ha perso occasione per fare di tutta l’erba un fascio, accomunando la medicina ayurvedica e quella omeopatica, classificando l’omeopatia come una medicina “alternativa” e priva di evidenze scientifiche.
Ma cosa c’entra in questa dolorosa vicenda l’Omeopatia?

 

Quando un medico della medicina ufficiale, convenzionale, classica o biomedicina come la si voglia definire, sbaglia a sbagliare è il medico, non la medicina. E questo purtroppo succede più di quanto si pensi. I medici americani sono molto più onesti ammettendo che la medicina ufficiale e i suoi errori terapeutici e gli effetti mortali dei suoi farmaci costituiscono la prima  causa di morte dei pazienti americani. E questo fa 750.000 morti l’anno.

Quando un medico (e questo oltretutto ci risulta accada  molto  raramente) delle medicine complementari sbaglia a sbagliare, secondo Garattini,  non sarebbe neanche il medico. E’ sbagliata la medicina, la si deve buttare via, la si bruci sui roghi, la si esponga al pubblico linciaggio. Non solo, ma già che ci siamo approfittiamo  di un triste fatto di cronaca, di un eventuale caso di malpractice della medicina  per buttarcele tutte sul rogo, in primis l’omeopatia! Tutto da buttare? Non importa se esse sono difese finanche dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, se sono medicine ufficiali in molte parti del mondo, se sono erogate dai servizi sanitari pubblici, se sono a disposizione negli Ospedali, se la letteratura scientifica ne conferma l’efficacia. Sarebbe questa la corretta informazione da parte di un Istituto che ha il dovere di informare ma certo non il diritto di disinformare? 

Garattini afferma che: “quando gli studi sono fatti bene si dimostra che in questi farmaci non c’è nessuna efficacia”. Non solo questo non è vero, come spiegheremo più avanti, ma quanti studi “fatti bene” hanno dimostrato l’efficacia di farmaci della biomedicina dei quali si è poi dimostrata, viceversa,  l’inefficacia? Dei quali poi si sono contate, purtroppo anche a migliaia le  vittime?

In nome di una corretta informazione la Società Italiana di Omeopatia e medicina Integrata ribadisce, ancora una volta, quanto segue:

1- La SIOMI associa più di 1300 medici esperti anche in Omeopatia, il 75% di essi lavora nel servizio pubblico, in Università, negli ospedale, nella pediatria e medicina di famiglia. Questi medici hanno scelto di avvalersi anche delle terapie omeopatiche poiché la biomedicina da sola non basta a curare le persone ammalate. Se fosse bastata nessuno di loro avrebbe avuto bisogno di cercare ulteriori strumenti di cura. I cittadini che ricorrono all’Omeopatia in Italia sono più di 9 milioni di persone, più del 90% di essi (dati ISTAT) dichiarano di essere soddisfatti dei risultati. Se la biomedicina avesse risolto i loro mali non avrebbero cercato altre opportunità terapeutiche.

2 La pratica della medicina omeopatica deve essere affidata a medici preparati i quali devono utilizzarla a fianco della biomedicina, nei casi in cui essa si è dimostrata utile a migliorare le possibilità di guarigione dei cittadini e a diminuire gli effetti collaterali dei farmaci chimici. Questo atteggiamento del medico non ha niente di alternativo, infatti si parla, più opportunamente, di medicine complementari e di Medicina Integrata. Nel modello di Medicina integrata promosso  da dieci anni in Italia dalla SIOMI la medicina non deve privare i cittadini di farmaci salvavita e di ogni strumento diagnostico e terapeutico frutto del progresso scientifico, ma essa non deve ignorare altre tecniche terapeutiche complementari, e questo nell’interesse dei cittadini  con il fine ultimo di migliorare le opportunità di cura e di guarigione  delle tante malattie croniche nei confronti delle quali la biomedicina dispone purtroppo  di strumenti spesso inappropriati e inefficaci.

3- Non è vero, come vorrebbe far credere il prof. Garattini che la medicina omeopatica non ha evidenze di efficacia. Le conferme di efficacia sono sempre di più ed è ora che a queste ricerche vengano finalmente destinati adeguati finanziamenti. La Rivista internet Omeopatia33 che SIOMI gestisce per l’Editore Elsevier (lo stesso editore per cui scrive il Prof. Garattini) recensisce settimanalmente le evidenze di efficacia delle cure omeopatiche provenienti  dalle  ricerche internazionali.

4- Sulle medicine complementari non è più il tempo dei dialoghi fra sordi, si apra il Mario Negri ad un confronto culturale aperto, onesto e non preconcetto, poichè la guerra tra medicine, se è utile a chi avesse a cuore la difesa di un potere dominante in medicina certamente  non è utile alla salute dei cittadini. 

Simonetta Bernardini
Presidente Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata
www.siomi.it
s.bernardini@siomi.it

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