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GLOBALIZZAZIONE DI MERCE UMANA

Posted by mrdrago88 su 25 gennaio 2010

Il traffico di merce umana, diventato planetario, attraversa tutti i paesi. Quelli ricchi ne sono il capolinea o il centro di smistamento. Ma anche non muovendoci dal nostro paese non è detto che siamo in salvo. Il lavoro dei poveri, al Sud come al Nord, non costa niente, e la loro vita ancora meno. Avremmo preferito mostrarvi un mondo diverso, e invece ecco davanti a i nostri occhi una mappa dell’ingiustizia e della barbarie ai danni di donne, uomini, bambine e bambini, perfino neonati. Voltarsi dall’altra parte servirebbe soltanto a farli sentire ancora più soli. Guardiamoli in faccia, questi fratelli e sorelle, denunciamo i soprusi di cui sono vittime e combattiamo i loro sfruttatori. Uniamoci a quanti, in tanti paesi del mondo, lo stanno già facendo. Il rapporto 2005 dell’Organizzazione internazionale del lavoro calcola che 12,3 milioni di schiavi, sono costretti al “lavoro forzato” in imprese private e altri 2,5 milioni sono condannati alla stessa sorte da stati e gruppi guerriglieri precisando che le cifre riportate sono calcolate per difetto e aggiunge che ” in termini di reale conoscenza e consapevolezza del moderno lavoro forzato, ci sembra ancora di vedere solo la punta di uno spaventoso iceberg”. In qualsiasi modo si valutino le cifre della vergogna, una cosa è certa: oggi ci sono più schiavi al mondo di quanti non ne abbia fatti la tratta transatlantica dal 1600 al 1880. Ora vorrei occuparmi di un argomento che mi stà particolarmente a cuore e che riguarda lo sfruttamento del lavoro minorile: Gibran diceva che in ogni bimbo che nasce è nascosto il sogno di Dio e il Vangelo ricorda che “ quello che farete al più piccolo tra voi, credete l’avete fatto a Lui e ancora ……….”chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse legata una macina d’asino al collo e che fosse sommerso nel fondo del mare.” In un capitolo del libro viene trattato l’argomento dello sfruttamento minorile. In un articolo dal titolo Piccoli Schiavi, Grandi Profitti a firma Sandro Calvani e Serena Buccini dal quale prendo alcuni passi significativi, sirileva come ogni anno nel mondo oltre un milione di bambini diviene vittima del traffico di esseri umani a fine di sfruttamento lavorativo e/o sessuale, con un giro di affari di oltre un miliardo di euro secondo Stop the Traffic, il più recente rapporto Unicef. I bambini schiavi fabbricano mattoni e giocattoli, tagliano diamanti puliscono pietre preziose, annodano tappeti, stampano tessuti e pelli, raccolgono rifiuti e feci, servono nelle case dei ricchi. In tutta una serie di settori, come nella produzione di fuochi d’artificio, fiammiferi e vetro nel Sud-Est asiatico, nonchè nel tessile e nell’abbigliamento nel resto del mondo, i bambini sono una componente essenziale per il ciclo produttivo. Il crimine organizzato che sfrutta i minori ha trasformato il più grave abuso della dignità umana in un modello produttivo. Certe produzioni di giocattoli e manifatture di tappeti addirittura non hanno altra scelta: i pezzi da montare sono così piccoli o i nodi da fare al tappeto così minuscoli che solo le mani dei bambini possono riuscirci. L’Unicef stima in 246 milioni il numero di bambini lavoratori nel mondo. Circa tre quarti del totale e precisamente 171 milioni sono sfruttati in condizioni di alto rischio: nelle miniere, nell’agricoltura con pesticidi e nell’industria con prodotti chimici o con macchinari pericolosi. Milioni di bambine sono occupate come lavoratrici domestiche non pagate o pesantemente sottopagate, esposte ad ogni forma di abuso fisico e psicologico: 1,2 milioni sono vittime del traffico, 5,7 milioni sono schiave del debito o in altra forma, 1,8 milioni sono costrette a prostituirsi e circa 300000 bambini vengono utilizzati in conflitti armati e 600000 in attività illecite controllate da imprese criminali transnazionali. Il 70 % di tutti i bambini è impiegato in agricoltura. Tra le molte cause che producono il fenomeno dei bambini lavoratori ci sono soprattutto la povertà diffusa e disperata, peggiorata dalla pandemia di Hiv-Aids e dalla conseguente crescita del numero degli orfani. Le famiglie disfunzionali dove è grave lo sfaldamento a causa di mancanza di educazione degli adulti, di conflitti interni, violenza intrafamiliare e maltrattamenti sono un’altra grossa fonte di minori che entrano nel mondo del lavoro infantile. Un forte contributo viene anche dalle attitudini poco rispettose dei minori in certe culture e minoranze etniche, dove un minore non viene ritenuto soggetto di diritti paragonabile ad un adulto. Quindi i bambini vengono nutriti poco e male e le bambine possono essere affittate ai vicini come schiave casalinghe e sessuali in caso di scarsi raccolti; sepoi esse sono di casta inferiore sono praticamente merci di sfruttare. Nella Convezione Onu sui diritti del bambini datata 20 novembre 1989 rispetto al mondo del lavaro sta scritto: I bambini non vanno sfruttati! Per nessun motivo! Non devono fare lavori che impediscano loro di andare a scuola e crescere bene. Nessun adulto ha diritto di far loro del male, di trattarli come un giocattolo, o di dar loro fastidio! Ora ognuno di noi potrà dire ciò che vuole, riflettere o girarsi dall’altra parte sostenendo che noi non possiamo fare nulla ma noi abbiamo un arma micidiale tra le mani. Come dice Francesco Gesualdi allievo di Don Milani “Se vogliamo entrare nel concreto e capire quale può essere la reale forza di ognuno di noi in queste situazioni basta ricordarci che ogni nostro acquisto come consumatori è un “ reale esercizio di potere” che può ottenere a seconda dei casi i risultati desiderati. Singolarmente ognuno di noi conta relativamente poco, ma moltiplicando l’atteggiamento per milioni di persone può condizionare il corso degli eventi, gli stili di produzione o di consumo. Non sosteniamo che è un’utopia, perché allora non è più grande di quella che anela al cambiamento aspettando che le cose cambino da sole!
fonte: http://icebergfinanza.splinder.com/

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