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Maastricht e la perdita della Sovranità Monetaria

Posted by mrdrago88 su 1 gennaio 2010

«La banca trae beneficio dall’interesse su tutta la moneta che crea dal nulla» W. Paterson, fondatore nel 1694 della hiletrra rson, fondatore della prima Banca Centrale al mondo, la Banca d’prima Banca Centrale al mondo, la Banca d’Inghilterra

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Maastricht e la perdita della Sovranità Monetaria

Marcello Pamio – 1 luglio 2005 Luglio 1981 L’autonomia della sovranità monetaria affidata alla privata Banca Centrale d’Italia è stata introdotta a partire dal luglio 1981, col divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro deciso dal Ministro del Tesoro Beniamo Andreatta con una semplice lettera all’allora Governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi, in cui sollevava la Banca Centrale dall’obbligo di acquistare quei titoli di Stato che il Tesoro non riusciva a collocare altrove sul mercato. 17 Febbraio 1986 Giulio Andreotti come Ministro degli Esteri del Governo Craxi, firma l’Atto Unico Europeo (AUE). 7 Febbraio 1992 Giulio Andreotti come Presidente del Consiglio assieme al Ministro degli Esteri Gianni de Michelis (Membro dell’Aspen Institute) e il Ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore di Bankitalia) firmano il Trattato di Maastricht, il 7 febbraio 1992 per l’entrata nell’Unione Europea. Così facendo, l’autonomia delle banche centrale stava entrando in tutti gli ordinamenti giuridici dell’Unione Europea per effetto del Trattato (articolo 107). Articolo 107 del Trattato di Maastricht Nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal presente trattato e dallo Statuto del SEBC, né la BCE né una Banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell’assolvimento dei loro compiti. Gli Stati aderenti rinunciano alla sovranità monetaria nazionale per trasferirla con l’articolo 105 alla Banca Centrale Europea (BCE). Articolo 105A del Trattato di Maastricht 1. La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità. 2. Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l’approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio. 7 Febbraio 1992 Lo stesso giorno l’autonomia della Banca Centrale si è perfezionata con la legge 7.2.1992 numero 82 varata dal ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore della Banca d’Italia), che ha attribuito alla Banca d’Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro. Modifiche costituzionali Gli ultimi atti della costruzione europea, dall’Atto Unico Europeo (AUE) del 1986 al Trattato di Maastricht del 1992, all’entrata vera e propria nel 1999, hanno imposto una trasformazione strutturale, che ha modificato la nostra Costituzione, sovrapponendole degli impegni internazionali. In particolare è stata approvata, senza che nessuno lo dicesse, una nuova costituzione economica, che svuotava diversi articoli della costituzione economica, che svuotava diversi articoli della Costituzione repubblicana e ne introduceva altri, cambiandoli radicalmente i poteri della Repubblica – per lo più cancellandoli – in materia di spesa, di Stato sociali, di proprietà pubblica delle imprese, di programmazione. Sovranità monetaria oggi Oggi la Sovranità Monetaria di circa 455 milioni di persone dell’Unione Europea è nelle mani di pochissime persone del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea (e dei veri controllori dei gruppi elitari ai quali appartengono): – Il presidente Jean-Claude Trichet: Membro del Club di Parigi, della Banca per i Regolamenti Internazionali, membro dell’Ordine nazionale della Legione d’Oro, già Governatore della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, ecc.; – Il vicepresidente Lucas D. Papademos Membro della Commissione Trilaterale e del Fondo Monetario; – Tommaso Padoa-Schioppa (sostituito dall’attuale Lorenzo Bini Smaghi): Membro dell’Aspen Institute, membro della Commissione Trilaterale, membro dei Bilderberg, ecc.) – Ecc. La BCE, con sede a Francoforte (è nelle mani di pochissimi banchieri) è la Banca Centrale che gestisce e controlla tutta l’emissione delle banconote in Europa. I proprietari della BCE sono le seguenti Banche Centrali: Banca Nazionale del Belgio (2,83%) Banca centrale del Lussemburgo (0,17%) Banca Nazionale della Danimarca (1,72%) Banca d’Olanda (4,43%) Banca Nazionale della Germania (23,40%) (BCE) Banca Nazionale d’Austria (2,30%) Banca della Grecia (2,16%) Banca del Portogallo (2,01%) Banca della Spagna (8,78%) Banca di Finlandia (1,43%) Banca della Francia (16,52%) Banca Centrale di Svezia (2,66%) Banca Centrale d’Irlanda (1,03%) Banca d’Inghilterra (15,98%) Banca d’Italia (14,57%) Le Banche Centrali però sono quasi tutte banche private, perché controllate da banche commerciali, assicurazioni e/o fondazioni. Per esempio la nostra Bankitalia è una società privata con sede alle Cayman, controllata da i seguenti soci privati: Gruppo Intesa (27,2%), BNL (2,83%) Gruppo San Paolo (17,23%) Monte dei Paschi di Siena (2,50%) Gruppo Capitalia (11,15%) Gruppo La Fondiaria (2%) Gruppo Unicredito (10,97%) Gruppo Premafin (2%) Assicurazioni Generali (6,33%) Cassa di Risparmio di Firenze (1,85%) INPS (5%) RAS (1,33%) Banca Carige (3,96%) privati (5,65%) La logica conseguenza è che la BCE è una banca privata! Per tanto la Sovranità Monetaria in Europa è oggi nelle mani di un manipolo di banche private, e quindi è nelle mani dei pochissimi banchieri che controllano queste banche! Fonte: “Il Potere del denaro svuota le democrazie”, di Giano Accame, ed. Settimo Sigillo

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